Perugia, 21/05/2012 ore 03.00

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CRONACA - L’ARPA E L’INCENDIO DI VASCIGLIANO

 
09/08/2010 ore 14.16

post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) PERUGIA - A seguito dell’interrogazione parlamentare (atto di Sindacato ispettivo n. 407615 del On. Zamparutti sull’incendio verificatosi il 2 luglio dell’anno scorso a Vascigliano), venerdì 6 agosto Arpa ha inviato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare -  e per conoscenza alla Prefettura di Terni - una nota che illustrava in maniera circostanziata l’operato dell’Agenzia per l’ambiente in relazione all’incendio della ditta Ecorecuperi. Per ulteriore chiarezza abbiamo ritenuto opportuno mandare anche agli organi di informazione una  sintesi circostanziata della relazione inviata al Ministero. 


Dal 2 luglio 2009, giorno di inizio dell’incendio sviluppatosi nell’Azienda Ecorecuperi, Arpa ha eseguito 86 campioni di suolo per la ricerca di diossine, furani e PCB e precisamente:
- 17 campioni prelevati in data 8 luglio 2009;
- 19 campioni prelevati in data 20 luglio 2009;
- 22 Campioni prelevati a marzo 2010;
- 28 campioni prelevati dal 18 al 22 maggio 2010.

 

I risultati di tutti i campioni di terreno hanno evidenziato per diossine e furani, valori ampiamente inferiori ai limiti di legge previsti dal D.Lgs. 152/06 (stabiliti in 10 nanogrammi/kg). I risultati analitici dei suddetti campioni e di tutti i controlli effettuati da Arpa sono sempre stati immediatamente trasmessi agli organi competenti e pubblicati sul sito Arpa.

I risultati analitici sui campioni di terreno prelevati dai periti nominati dal sostituto procuratore della repubblica per verificare se si fosse determinata contaminazione da diossine, furani e PCB, inoltre, sono del tutto in linea con i risultati di Arpa.

Si ribadisce infine che:

1) Tutta la fase emergenziale è stata gestita in totale sinergia con Prefettura, Provincia, Comune e ASL e per la prima volta in Umbria, Arpa, è stata in grado di attivare immediatamente una serie di monitoraggi tesi a controllare eventuali contaminazioni delle matrici ambientali aria, acqua e suolo. In 3 giorni sono stati effettuati tutti i prelievi per il controllo della qualità dell’aria ed è stato dato l’allarme per la presenza di diossina originatasi dall’incendio della Ecorecuperi.

2) a seguito dei risultati analitici sulle polveri rilevate nei pressi dell’incendio per determinare la presenza di IPA e diossine, (6 luglio) Arpa ha stabilito di effettuare un’indagine conoscitiva mirata a individuare l’eventuale area interessata dalla ricaduta al suolo di diossina e le sue concentrazioni. Il 7 luglio, venivano trasmessi al Sindaco del Comune di Stroncone, alla Provincia di Terni, alla ASL n° 4 e al Prefetto di Terni, i risultati analitici delle diossine/furani (PCDD/PCDF) e degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), determinati sul campione di polveri atmosferiche prelevato presso il piazzale della ditta in data 2 luglio. Nella nota si specificava che: “per quanto riguarda le diossine e furani, precisato che non esistono limiti normativi per la loro presenza in aria ambiente, la concentrazione rilevata è di gran lunga superiore ai valori raccomandati dalla Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale ISS 1989”;

3) Successivamente alla prima valutazione si decideva di effettuare, per lo svolgimento dell’indagine conoscitiva, 17 campioni di suolo e veniva anche stabilito dai tecnici di effettuare 17 campioni di vegetali a foglia larga;

4) la ASL n° 4 e L’Istituto Zooprofilattico hanno iniziato la propria indagine conoscitiva sulle catene alimentari solo dopo che i risultati dell’indagine conoscitiva svolta da Arpa aveva attestato la contaminazione di circa 1/3 dei campioni di vegetali a foglia larga. Pertanto l’attività di monitoraggio ambientale avviata da Arpa fin dalle prime ore dell’incendio è stata alla base di tutte le successive decisioni assunte dalla ASL per la salvaguardia della salute dei cittadini;

5) Il 25 agosto Arpa faceva presente alla Regione, al Sindaco del Comune di Stroncone, alla ASL n° 4, alla Provincia di Terni, al Prefetto e alla procura della Repubblica che la situazione poteva costituire un potenziale pericolo per l’ambiente e per la salute dei cittadini. In attuazione del principio di precauzione (art. 301 del D.Lgs. 152/06), si proponeva quindi al Comune e alla Provincia di diffidare la Ditta a mettere in atto tutti i provvedimenti finalizzati alla eliminazione e/o contenimento degli impatti ambientali che si potevano generare dal sito in questione e che potevano interessare le varie matrici ambientali. Si faceva presente che l’Azienda ancora non aveva presentato un progetto di messa in sicurezza di emergenza dell’area interessata all’incendio né ai sensi dell’art. 242 del D.Lgs. 152/2006 (bonifica) nè ai sensi dell’art. 305 sempre dello stesso D.Lgs. 152/2006 (danno ambientale). A seguito di tale nota, la Regione e gli Enti Locali interessati hanno inviato al Ministero dell’Ambiente, tramite la Prefettura di Terni, la richiesta di danno ambientale e lo stesso Ministero ha dato incarico ad ISPRA di effettuare l’istruttoria tecnica che si è recentemente conclusa con il riconoscimento di danno ambientale da parte di ISPRA.

Arpa, così, oltre ai controlli sulle matrici ambientali, per avere un quadro ambientale più completo, ha effettuato analisi sui vegetali e precisamente:
- 17 campioni in data 8 luglio 2009 su vegetali a foglia larga (insalata, bietola, ecc.);
- 3 campioni in data 20 luglio 2009 su vegetali a foglia larga ricresciuti;
- 6 campioni di foraggio effettuati in data 20 e 24 luglio 2009.
Quattro delle 17 misure eseguite su campioni di vegetali a foglia larga prelevati l’8 luglio 2009 hanno evidenziato valori superiori a quelli stabiliti dalla raccomandazione CEE del 4 marzo 2002, che sono pari a 0,4 ng/kg, in un caso il valore riscontrato era di ben 3 volte superiore. Per quanto riguarda i 6 campioni di foraggio, 4 di essi hanno fatto registrare valori superiori ai limiti stabiliti dal D.Lgs. n° 149 del 10/05/2004.
A seguito dei risultati dell’indagine conoscitiva svolta da Arpa, che avevano attestato la contaminazione di circa 1/3 dei campioni di vegetali a foglia larga, la ASL n° 4 e L’Istituto Zooprofilattico hanno iniziato la propria indagine conoscitiva sulle catene alimentari. E proprio sulle catene alimentari foraggio – mucca, pecora – latte etc, si sono registrate numerose positività.

Pertanto l’attività di monitoraggio ambientale avviata da Arpa, fin dalle prime ore dell’incendio, è stata alla base di tutte le successive decisioni assunte dalla ASL per la salvaguardia della salute dei cittadini. In conclusione, tutte le indagini sulle matrici ambientali per quanto riguarda la presenza diossine, furani e PCB hanno sempre dato esito negativo, mentre le analisi sugli alimenti effettuate dalla ASL n° 4 e dall’Istituto zooprofilattico (carne, latte, uova, ecc.) hanno dato luogo a numerose positività. Tutti i dati inerenti i controlli sugli alimenti sono in possesso della ASL n° 4.


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