Perugia, 21/05/2012 ore 02.15

Ecologia

COMUNITA’ MONTANE: SI E’ ROTTO IL SILENZIO DELLA POLITICA

Livia Di Schino (Ufficio stampa Cisl Umbria)
30/06/2010 ore 19.01

Post C. Pappone UJcom2.0 @ (UJ.com) PERUGIA - “Finalmente, come abbiamo appreso dalla stampa, anche la politica rompe un silenzio protratto per troppo tempo e si accorge che esistono le Comunità Montane con i propri problemi. Va fatto, ora, un progetto che riguarda il sistema Umbria, inquadrato in questo momento di forti tagli e di grande crisi economica e finanziaria” a dichiararlo il segretario generale regionale Fai Cisl Umbria Dario Bruschi che ha sottolineato il fatto che “da mesi le organizzazioni di categoria chiedevano l’apertura di un tavolo per affrontare le problematiche economiche che, non la manovra di quest’anno –come afferma qualcuno- ma la finanziaria dello scorso anno, ha di fatto portato in evidenza. Ulteriore fatto strano –ha constatato Bruschi- è che la politica rimanga sorpresa da questo stato di cose, quando tutti sapevano che i tagli per le spese di funzionamento erano stati effettuati già da un anno, tagli che avrebbero portato dissesti nelle Comunità Montane. Tutto ciò era scontato”.

 

“Rimane l’amaro in bocca –ha affermato Bruschi- nel constatare che la storia fatta da un Ente importante viene cancellata da questa cultura imperante che ne stabilisce, invece, l’inutilità, senza conoscere né il ruolo né le finalità. Se parliamo di forestali, a fronte di un costo di 20 milioni di euro, vengono realizzati progetti per oltre 60 milioni di euro all’anno. Dopo un lungo periodo di discussione siamo riusciti ad arrivare ad una riforma nel 2008 che andava ad incidere sui costi legati al comparti dirigenziale – impiegatizio. Purtroppo la riforma non ha dato i frutti sperati in senso pieno anche perché i soggetti del settore forestale hanno agito ognuno per proprio conto, senza assumere un progetto condiviso. Ribadiamo, come organizzazione sindacale di categoria, l’importanza di una politica ambientale di salvaguardia e di tutela del territorio che previene le catastrofi e non interviene solo dopo, a consuntivo”.

 

“La Fai, la Fp e la Cisl Umbria, da mesi –hanno aggiunto dalla segreteria Fai Cisl- hanno lanciato una serie di proposte aperte che vanno da un’unica Agenzia forestale regionale al passaggio delle deleghe e della forza lavoro alle Province o a organismi intermedi di associazione dei comuni, proposte sulle quali la Cisl regionale terrà un convegno il 7 di luglio. Bisognerà aspettare, anche la legge di riforma delle autonomie locali che maggioranza e opposizione stanno cercando di varare entro questa estate. Solo con un quadro definito si potrà valutare quale migliore soluzione potrà essere adottata in Umbria. Fino ad ora le due riforme adottate dalla Regione –non aiutate dalla politica forestale del Governo centrale fatta solo di tagli- non hanno portato alla soluzione del problema. L’augurio è che venga adottata una riforma endoregionale complessiva. Anche a noi sta a cuore il futuro degli operai forestali e la dimostrazione è rappresentata dalle continue proposte mosse alla politica umbra”.


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