Arte e cultura
COMINCIA LA SEZIONE CINEMA DI YOUNG JAZZ FESTIVAL
di Danilo Nardoni post il Dir (UJ,com) FOLIGNO - Oltre alla musica dal vivo, con protagonista il jazz delle giovani generazioni e di nuova generazione, Young Jazz Countdown presenta durante questa seconda edizione anche la storia del jazz in pellicola. Archiviato il concerto di apertura – bel successo ha riscontrato l’esibizione della giovane e interessante formazione dei Mulabanda presso l’insolito luogo dell’attico dell’Hotel Summit di Foligno – ora la rassegna organizzata e autofinanziata dall’Associazione culturale Young Jazz propone “Young Jazz Cinema”, l’importante novità di quest’anno. Saranno quattro i film sulla storia del jazz scelti per ripercorrere la vita di uomini, prima che artisti, che hanno a loro modo cambiato la storia di questo genere di musica.
La sezione, realizzata in collaborazione con Sovversioni non Sospette Slr e con tutte le proiezioni che si svolgeranno alle ore 20.30 presso la Libreria Carnevali (ex cinema Astra in via Mazzini a Foligno), prenderà il via domenica 24 ottobre con il film “Round Midnight” di Bertrand Tavernier. Si parte quindi con un film che ha visto assegnare a Herbie Hancock l’Oscar come migliore colonna sonora e che vede tra i protagonisti, oltre a Hancock, anche Dexter Gordon, François Cluzet, Gabrielle Haker, Sandra Reaves-Phillips, Christine Pascal, John Berry, Hart leroy Bibbs, Ron Carter. L’atmosfera è quella di Parigi, anni 50. La capitale francese allora accoglieva regolarmente i jazzisti in fuga dal perbenismo a stelle e strisce: nel vecchio continente i locali non mancavano e neanche il lavoro. Francis, senza un franco, ascolta sotto la pioggia per strada, attaccato ad una finestrella, il concerto di Dale Turner, poi rientra nell’appartamento, si siede fradicio e mormora al muro: “Ha suonato come un dio, come un dio”.
Una sera Francis si fa coraggio ed offre al suo idolo una birra, stabilendo da quel momento con lui un’amicizia paziente. Dedito al vizio dell’alcol, Francis recupera Dale negli ospedali, nei bar più infimi e nei commissariati. Il ritorno in America segnerà per Dale e per Francis la fine di quello che è stato il bellissimo tramonto della carriera e della vita del grande sassofonista. Lo schermo è nero. I titoli di testa partono sulle note di 'Round Midnight (A mezzanotte circa) che dà il titolo al film. E' un brano musicale celeberrimo, uno degli standard più belli di tutto il jazz moderno, scritto da un immenso pianista, Thelonious Monk. La mezzanotte circa è quell'ora magica, che ogni appassionato di jazz conosce, attorno alla quale in un jazz club notturno si celebra il rito di una musica particolare. Siamo a New York, nel 1959. La prima inquadratura del film dopo i titoli di testa ci fa vedere, ripreso di spalle, il grande sax tenore Dale Turner (Dexter Gordon) che decide di tornare a Parigi dopo quindici anni di assenza.
Alcoolizzato e stanco, Turner vive per la musica: "sono stanco di tutto, tranne della musica" dirà più volte nel film. “Young Jazz Cinema” proseguirà poi domenica 28 novembre quando sarà il turno di “Bird”, pellicola girata da Clint Eastwood incentrata sulla figura di Charlie Parker. Domenica 12 dicembre la storia del trombettista Chet Baker sarà raccontata da “Let’s get lost - Perdiamoci”, film di Bruce Weber. Questa carrellata in pellicola della storia del jazz si concluderà domenica 16 gennaio con la proiezione di “Bix, un’ipotesi leggendaria”, film che Pupi Avati ha dedicato al cornettista Leon Bix Beiderbecke. Domenica 14 novembre torna invece a “parlare” la musica dal vivo, quando ci sarà il concerto del Trio Doz. Alle ore 17.30, all’interno del Frantoio “Luigi Tega”, prenderà vita come un’avventura melodica e coinvolgente la spiccata personalità, l’inventiva e la carica improvvisativa dei tre protagonisti della formazione (Daniele D’Agaro, sax tenore e clarinetto, Mauro Ottolini, trombone e tuba, Simone Zanchini, fisarmonica). Prima del concerto ci sarà una visita guidata al Frantoio Tega e dopo una degustazione di olio extravergine di oliva in collaborazione
con lo stesso Frantoio e la Cantina Benincasa. Altra caratteristica di Young Jazz Countdown, infatti, è anche quella di animare vari luoghi di Foligno e del suo circondario per scoprire "luoghi insoliti" per la musica, individuando location particolari che raccontano la città, il suo territorio, le sue bellezze e le sue eccellenze, così da promuovere il territorio in collaborazione con cantine, frantoi e aziende agrarie. Altro punto di forza di Young Jazz è il dialogo con le altre realtà associative, e non solo, del territorio. Oltre al ruolo fondamentale del main partner, la società "Weblife-commerce" (la collaborazione con questa competenza giovanile del territorio folignate permette attraverso il web lo sviluppo delle iniziative targate Young Jazz), e Umbria Events, per Countdown sono da segnalare le collaborazioni in rete con la Confcommercio di Foligno, Sovversioni non Sospette Slr, il network Grass, Dancity, Viaindustriae, fino ad arrivare a quelle con Officina 34, Frantoio Luigi Tega, Hotel Summit, Cantina Benincasa, Ristorante “Alla via di mezzo”, Azienda Agraria Torre Acqua Santo Stefano, Officina del Gusto e Pinchi Organi. La rassegna Young Jazz Countdown - patrocinata dal Comune di Foligno, dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia - proseguirà poi con tanti altri appuntamenti tra concerti e proiezioni cinematografiche che andranno avanti fino al 30 gennaio 2011.
'Round Midnight è uno standard composto da Thelonious Monk, Cootie Williams e Bernie Hanigen. Si tratta di uno degli standard più noti ed eseguiti in assoluto, e secondo molti interpreti anche uno dei più difficili, sia per la bellezza e la difficoltà espressiva del tema, sia per l'insolito giro amonico. Non sono rare le esecuzioni in cui la parte improvvisata è omessa e il brano viene eseguito quasi come una composizione classica. La composizione è datata 1944 e si pensa che sia stata scritta nel 1940 o nel 1941, ma, secondo Harry Colomby, Monk nel 1936 (a 19 anni) ne aveva già scritta una versione intitolata "Grand Finale". Secondo Colomby, Cootie Williams figura fra gli autori perché voleva suonare ed incidere quella canzone per la sua orchestra, che all'epoca includeva Monk stesso, e diede per questo, e per l'attribuzione, 300 dollari a Monk. Il pezzo fu registrato per la prima volta nel 1944 con l'amico di Monk Bud Powell al piano: Round Midnight finì poi per diventare la sigla dell'orchestra. Poco dopo Bernie Hanighen scrisse le parole, e Monk fu obbligato a dividere le royalty e l'attribuzione anche con lui. Monk registrò il pezzo più volte in prima persona nel corso di molti decenni, pare iniziando con una registrazione con l'orchestra di Dizzy Gillespie nel 1946. Gillespie aggiunse l'introduzione e la cadenza iniziali che furono poi adottate anche da Monk e vengono oggi eseguite nella maggior parte delle performances. Esistono poi molte altre registrazioni in studio tra cui una versione solistica del 1968 per la Columbia Records. Monk suonò questo pezzo (ancora in versione solistica) nella sua ultima sessione in studio il 15 novembre 1971 a Londra. Una versione dal vivo al Five Spot Cafè col suo quartetto del 1958 (con Johnny Griffin al sax tenore) è sulla riedizione dell'album Misterioso.
Miles Davis suonò il brano nel 1955 al festival di Newport, in un'esibizione che segnò il suo emergere da un periodo di quasi silenzio (dovuto in parte ai suoi problemi di droga) e risvegliò l'interesse del pubblico e della critica. Davis passò alla Columbia l'anno successivo e il suo primo album fu intitolato 'Round About Midnight e aveva 'Round Midnight come primo brano. (La riedizione del 2005 contiene la registrazione di Newport come extra). Altre registrazioni di Davis che includono 'Round Midnight sono su Miles Davis and the Modern Jazz Giants (Prestige) nel 1956, oltre a una versione del 1953 (sempre Prestige, con Sonny Rollins e Charlie Parker) e una del 1958 con Michel Legrand. Davis tenne la canzone in repertorio almeno fino al 1969, quando, già in pieno "periodo elettrico", aveva ormai abbandonato tutti gli altri standard che lo avevano reso famoso, come My Funny Valentine. Al di là dei protagonisti dell'era hard bop che l'ha originato, si può dire che nessun musicista jazz abbia evitato di confrontarsi con questo brano: alcuni - specie tra i pianisti - ne hanno fatto una parte integrante delle proprie performance (ad esempio George Cables). Per questo ogni elenco di incisioni di questo brano ha un valore più indicativo che esaustivo.





