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CITTA’ DI PERUGIA - IL FALLIMENTO DI UN MODELLO
Renzo Massarelli (Città di tutti)
(UJ.com) PERUGIA - Occorre una svolta profonda nella politica di tutela del centro storico e nei complessi meccanismi sociali che hanno determinato una frattura così grave tra giovani, residenti, istituzioni. L'associazione "La città di tutti" da molti anni denuncia i pericoli di degrado che toccano la città e la sua parte antica. Di fronte a questi problemi, c'è stata una assenza delle istituzioni, mancanza di iniziative, incomprensione e miopia.
Sono anni che l'associazione denuncia l'insostenibilità di una situazione che vede la città, soprattutto nelle ore notturne, abbandonata a se stessa per mancanza di regole e di controlli, sordità di fronte alle proteste dei residenti. L'emergenza sicurezza non riguarda soltanto la piazza monumentale della città, ma tutto il centro storico. In questo ultimi anni i problemi si sono aggravati e hanno prodotto una ulteriore fuga delle famiglie e una progressiva desertificazione delle vie e dei vicoli.
Oggi ci troviamo di fronte al fallimento di un modello di città che ha trasformato il centro storico, soprattutto di notte, in un contenitore di attività commerciali rivolte al consumo di alcolici. Una parte sempre più ampia di giovani frequenta la città antica solo per la presenza di locali che continuano a proliferare innescando una spirale perversa che vede aumentare la domanda e l'offerta di bevande varie.
Non si può più vivere in una città dove la notte centinaia di giovani ubriachi vagano per le vie producendo degrado. Si tratta di una minoranza, ma tanto basta a rendere impossibile la vita di tante famiglie, soprattutto nelle zone dove più massiccia è la presenza di locali notturni come piazza Danti, piazza Morlacchi, via Bartolo, via Alessi, gli stessi borghi. La presenza dei residenti del centro storico è una risorsa primaria, la ragione della sua stessa sopravvivenza.
Occorre che le istituzioni e chi, prima di tutto, ha ricevuto dagli elettori il mandato di governare la città, tengano conto di questo valore sociale insostituibile. Le iniziative messe in campo dalle istituzioni si sono rivelate inefficaci e insufficienti. Occorre fermare la proliferazione di tutti quei locali che assolvono alla sola funzione di distributori di alcolici, offrire spazi e opportunità diverse ai giovani, garantire una qualità della vita accettabile a tutti i residenti. Non è più il tempo della sordità e dell'immobilismo. Le parole non bastano più. Occorre una politica che garantisca coesione sociale, regole condivise, trasparenza e partecipazione.





