cronaca HP
CIA UMBRIA: "ANCORA EMERGENZA NEL SETTORE TABACCO"
(UJ.com) PERUGIA - Nei giorni scorsi presso la sede della Cia dell’Umbria si è riunito il Gruppo d’ Interesse Economico del Tabacco convocato dal coordinatore regionale Luca Pellegrini giovane imprenditore del comprensorio di Città di Castello. All’iniziativa hanno partecipato numerosi agricoltori provenienti da tutto il territorio umbro e autorevoli esponenti del mondo del tabacco a partire da Domenico Brugnoni nella sua doppia veste di Presidente nazionale del Gie Tabacco e Presidente della Cia dell’Umbria, il Direttore nazionale di Unitab Oriano Gioglio, il Presidente della FAT Fabio Rossi e il Responsabile dell’associazione dei produttori del Gruppo Agricooper Ivano Lucaroni.
L’incontro è avvenuto a seguito di un vertice tenutosi in mattinata presso la Regione dell’Umbria tra l’Assessorato all’agricoltura e la Filiera del Tabacco. Dopo un’esposizione da parte del direttore di Unitab sullo stato attuale in cui versa la tabacchicoltura italiana e quella umbra in particolare, si è trattato degli sviluppi attuativi dell’OCM Tabacco e dei rapporti con le industrie manifatturiere. Molti degli intervenuti hanno evidenziato ritardi e responsabilità del ministero dell’Agricoltura e delle Regioni nel dare al comparto risposte in termini di stabilità economica.
In tutta la vicenda tabacco ha pesantemente giocato secondo molti imprenditori anche l’inerzia dell’ex ministro dell’agricoltura, Zaia, più interessato a sostenere la sua campagna elettorale che impegnato a difendere le ragioni dei tabacchicoltori nei confronti della commissione Europea e delle multinazionali del tabacco. “In altri Paesi dell’Unione Europea vedi la Spagna - ha dichiarato Gioglio - a muoversi a supporto della Tabacchicoltura è stato lo stesso primo Ministro Zapatero insieme al ministro del Tesoro cercando di mettere in sicurezza il settore.
Il Presidente della CIA Brugnoni ha sottolineato con grande preoccupazione il perdurare dell’incertezza del settore alla vigilia del trapianto del tabacco, rilevando che ad oggi senza tempestivi e opportuni interventi gli imprenditori saranno costretti ad affrontare una campagna agraria nella quale i costi di produzione saranno superiori ai ricavi . “Il rischio è che nella nostra regione e più in generale nel Paese in piena crisi, - ha aggiunto Brugnoni,- scompaia l’unica coltura presente nel distretto agro industriale, che riesce ancora ad occupare un importante numero di addetti 8.000 in Umbria , 70.000 in Italia, 400.000 in Europa con conseguenze disastrose per la tenuta economica e sociale di interi territori, come più volte sottolineato dalla Confederazione italiana Agricoltori”.
Al termine dell’incontro gli imprenditori del Gruppo di interesse Economico della Cia hanno deliberato di sollecitare un intervento immediato del Governo e delle Regioni presso l’Unione europea per accelerare l’approvazione delle azioni a sostegno del settore e stabilito di chiedere subito la convocazione di un Tavolo di confronto con le manifatture del tabacco con l’obbiettivo di siglare impegni in termini di acquisto del prodotto e di prezzo riferito al tabacco Italiano, visti i notevoli profitti che le Multinazionali ricavano dalla vendita di sigarette in Europa.
Infine nel documento approvato dalla Cia si richiede alle regioni Umbria e Toscana, visto che ricadono nel territorio di quest’ultima alcune delle attività degli imprenditori umbri, l’attivazione nel più breve tempo possibile, in attesa della approvazione definitiva da parte dei servizi della Commissione europea, della misura agroambientale specifica inserita nei Programmi di sviluppo rurale Psr, per fornire il necessario supporto al mantenimento della coltura del tabacco e per favorire l’avvio delle richieste di sostegno attraverso le complesse procedure Agea -Regione della domanda PSR Agroambiente.
I Presidenti del GIE, della Confederazione italiana Agricoltori e di tutte le Associazioni del Tabacco presenti all’incontro, dopo i Sit- In organizzati nei mesi scorsi davanti a Ministero e Governo, hanno infine affermato di essere pronti a rinnovare, qualora le proprie richieste non venissero accolte, forme di mobilitazione importanti con il coinvolgimento di tutta la filiera dichiarando non più tollerabile, l’attuale stato di incertezza che rischia di mettere in ginocchio un intero comparto , tutto il suo indotto e importanti distretti agroindustriali regionali e nazionali.
- SALUMIFICIO VALTIBERINO: I SINDACATI SODDISFATTI PER L’ESITO DELL’INCONTRO
- CRISI: VESCOVI UMBRI UN MESE DEL LORO STIPENDIO PER I SENZA LAVORO





