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46a SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI ITALIANI: LA DELEGAZIONE PERUGINA COLPITA DALL’OSPITALITA’ DEI REGGINI
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) PERUGIA - La delegazione diocesana perugino-pievese alla 46a Settimana Sociale dei Cattolici Italiani nell’apprestarsi a rientrare a Perugia insieme all’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti, non nasconde di essere stata colpita dall’ospitalità della città di Reggio Calabria. Questo lo si coglie dalle parole di suor Roberta Vinerba, teologa, catechista e coordinatrice del Circolo “Giorgio La Pira” per la formazione dei giovani all’impegno sociale e politico, riflettendo sulla visita alla sede del Consiglio regionale della Calabria, dove si trovano temporaneamente esposti i Bronzi di Riace ed altri importanti reperti archeologici di epoca greca e romana.
«L’accoglienza – commenta la religiosa – è fatta principalmente di gesti, di sguardi, di ambientazioni. Prima delle parole c’è un vedere e un fare che dicono chi è chi ti accoglie. Reggio e la Calabria sono luoghi di vita, di speranza per tutti, dove la piaga più sanguinante, la criminalità organizzata, non potrà avere la meglio perché la gran parte dei calabresi vive onestamente, è brava gente: questo ci hanno trasmesso in questi giorni in cui siamo stati loro ospiti. Bene ha fatto il Comitato organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani a voler celebrare la sua 46a edizione nella città dello Stretto a 50 anni di distanza dalla prima: era la 33a Settimana Sociale tenutasi a Reggio dal 25 settembre al 1° ottobre 1960 dedicata al tema “Le migrazioni interne e internazionali”».
«Abbiamo potuto fare esperienza della squisita accoglienza dei reggini – aggiunge suor Roberta – anche in occasione della gradita visita alla sede del Consiglio regionale della Calabria, un grande edificio moderno al cui esterno si trovano altissime palme ottocentesche, piante caratteristiche della rigogliosa vegetazione mediterranea della città dello Stretto». «Abbiamo notato sin dallo stemma della Regione – sottolinea la religiosa –, che ha tra i suoi simboli due croci e poi dall’iconografia che accoglie il visitare all’interno del palazzo (due grandi dipinti raffiguranti san Francesco di Paola, patrono della Calabria, e Tommaso Campanella), che si tratta di una Regione che laicamente non ha voluto ignorare le sue radici imbevute anche della fede cristiana. Questo, purtroppo, non si è verificato in altre Regioni d’Italia e la Calabria in questo ha impartito una lezione, quella di essere una terra che non rinnega le proprie radici e che sa ben distinguere tra laicità e laicismo ideologico».
«La presenza dei Bronzi di Riace, la contemplazione della loro bellezza – aggiunge suor Roberta –, è stato uno splendido preludio all’attività spirituale che abbiamo vissuto nei giorni della Settimana Sociale. La bellezza è un luogo nel quale lo spirito “vede” ciò che altrimenti è impossibile. La nostra delegazione è stata ricevuta dal vice presidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò, essendo fuori sede per impegni istituzionali il presidente Francesco Talarico. La bellezza del luogo e la fierezza della propria identità si sono fatte parole istituzionali. Il vice presidente ha auspicato la necessaria ed efficace presenza della Chiesa indispensabile al bene comune, che assieme alla famiglia ed alla scuola sono le agenzie educative basilari per la formazione dell'individuo e del cittadino ed ha espresso la gratitudine per la scelta di Reggio quale sede della Settimana Sociale».





