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43° FESTIVAL DELLE NAZIONI - LA VIOLA SOLISTA DI YURI BASHMET
post C.Pappone UJcom2.0 @ (UJ.com) CITTA' DI CASTELLO - Il Times l’ha definito uno dei maggiori musicisti viventi e di lui hanno scritto che ha una prodigiosa sonorità, un magistrale dominio dell’arco e un’eccezionale sensibilità. Yuri Bashmet, nato nel 1953 in Ucraina, iniziò a studiare il violino su consiglio della madre ma molto presto si innamorò letteralmente della chitarra e della musiche dei Beatles, con qualche riserva, ma solo perché “non capiva la grammatica musicale”, di Jimmy Hendrix. Su consiglio di un amico – si legge nella biografia ufficiale – decise di abbandonare il violino e di dedicarsi alla viola: “avevo una predisposizione naturale per la viola e così non dovevo studiare molte ore al giorno come per il violino.
Il tempo che mi rimaneva era tutto per la mia adorata chitarra” Quel giovane talentuoso che amava i Beatles, la musica rock e il jazz, divenne molto presto uno dei più apprezzati violisti al mondo, non solo per i numerosi riconoscimenti ma soprattutto per essere stato il primo a proporre un recital di solo viola. E proprio lui inaugurerà la 43ma eedizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello Yuri Bashmet, nel duplice ruolo di solista e direttore de I Solisti di Mosca presenterà un repertorio di tutto rispetto che gli permetterà di evidenziare i virtuosismi della sua viola, assoluta protagonista della serata, il romanticismo di Grieg e le melodie ebraiche di Bruch. La serata comincerà con la Holberg Suite, versione per orchestra d’archi di una composizione di Grieg ispirata alla musica di corte del XVIII secolo A seguire il Concertino in la minore per viola e orchestra d’archi, ricostruzione del paganiniano Quartetto n. 15 in la minore per violino, viola, violoncello e chitarra che fu commissionata a Balasov e Katz dallo stesso Yuri Bashmet.
Il Kol Nidrei, adagio su melodie ebraiche op. 47 di Max Bruch, rievocherà le atmosfere liturgiche dal sapore raffinato. In conclusione, la delicata eleganza della Serenata per archi op.48, dolce e malinconico omaggio di Tchaikovsky a Mozart. La viola, che Bashmet ha contribuito in modo determinante ad imporre come strumento solista, sarà sempre al centro della scena. La serata anticiperà le grandi emozioni che l’edizione 2010 si propone di ripercorrere attraverso l’intensa e complessa storia musicale di una nazione travagliata, e per questo ancora più ricca di fascino, come la Russia.
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