Perugia, 09/02/2012 ore 05.47

cronaca HP

UMBRIA: CRISI VISTA DALLE DONNE, 8000 LAVORATORI BENEFICIANO DI CIG

 
18/03/2010 ore 15.25

(UJ.com) PERUGIA - Mentre la crisi non cessa di far sentire i suoi effetti e si tenta, da parte delle istituzioni, di limitarne i danni, le famiglie umbre come reagiscono a tali situazioni di difficolta'? Qual e' la visione della crisi da parte delle famiglie e in particolare delle mogli e compagne degli operai di quelle fabbriche gia' toccate o minacciate dalla crisi? Quali trasformazioni gia' in atto all'interno del mondo operaio la crisi - e la sua lettura attraverso lo sguardo delle donne - consente di cogliere in modo piu' chiaro?

 

Sono questi gli interrogativi cui si cerchera' di dare alcune prime risposte durante l'incontro ''Le fabbriche degli uomini attraverso lo sguardo delle donne'' organizzato dall'Assessorato all'Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari Opportunita' della Regione Umbria per domani venerdi' 19 marzo, ore 16 a Perugia, nel Salone d'Onore di Palazzo Donini, sede della Giunta regionale dell'Umbria. Al centro dell'incontro il racconto della crisi attraverso la grande esperienza della giornalista e inviata del TG3 Carmen Santoro, esperta in mercato del lavoro, flessibilita', precarieta' e infortuni sul lavoro, e attraverso le interviste, alle mogli e compagne di un gruppo di dipendenti delle fabbriche metalmeccaniche dell'Umbria, raccolte dalla sociologa Cecilia Cristofori, docente di Metodologia della ricerca sociale e di sociologia del mutamento sociale alla Facolta' di Scienze Politiche dell'Universita' di Perugia. A svolgere le conclusioni dell'incontro sara' l'Assessore all'Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari Opportunita' della Regione Umbria Maria Prodi.

 

L'Umbria e' stata investita dagli effetti della crisi finanziaria ed economica globale dopo un periodo caratterizzato da ottimi risultati e da significativi passi avanti rispetto ad alcune criticita' storiche della sua struttura produttiva. In particolare, va ricordata la buona performance del mercato del lavoro che, a fine 2008, aveva fatto registrare un drastico calo della disoccupazione e tassi di attivita' e di occupazione superiori alle medie centro Italia e non lontani dai traguardi fissati per l'Europa dalla strategia di Lisbona. Di fronte ai primi segnali di crisi e di sofferenza del mercato del lavoro, la Regione Umbria e' intervenuta, attraverso lo strumento della Cassa Integrazione in deroga. Ad oggi, sono oltre 8.000 i lavoratori che, a fronte degli esami congiunti effettuati dal Tavolo regionale, hanno potuto beneficiare degli ammortizzatori sociali potenzialmente disponibili.

 

Da ultimo, a fine 2009, e' stato dato avvio dalla Regione Umbria al Programma degli interventi per la gestione degli ammortizzatori sociali in deroga e la gestione delle politiche attive del lavoro in attuazione dell'Accordo Stato, Regioni e Province autonome del 12 febbraio 2009. Si tratta di un piano di interventi - fatto oggetto di concertazione con gli attori istituzionali, economici e sociali piu' rappresentativi delle istanze del territorio - finalizzato a consentire ai lavoratori in cassa integrazione in deroga di beneficiare, insieme al sussidio, di interventi di orientamento e formazione professionale che ne facilitino il reimpiego.

 

La Regione Umbria ha optato per un sistema di intervento misto, che prevede cioe' una divisione dei compiti fra pubblico - i Centri per l'Impiego delle Province - e privato - le agenzie formative accreditate dalla Regione - a seconda della durata del periodo di sospensione dal lavoro dei soggetti interessati (lavoratori cosi' detti ''sopra-soglia'', ossia con almeno 60 ore di sospensione mensile e almeno una settimana a zero ore, che potranno spendere il credito di politica attiva presso le agenzie formative accreditate; lavoratori cosi' detti ''sotto-soglia'', che potranno spendere il loro credito di politica attiva presso i Centri per l'Impiego). Questo grande sforzo collettivo dovra' naturalmente essere oggetto di un attento processo di monitoraggio da parte della Regione stessa.

 

I LAVORI DELLE DONNE NELLA STORIA DEL '900 ITALIANO

Durante il xx secolo il lavoro è stato investito da enormi cambiamenti sia per i contenuti oggettivi che per le componenti della forza lavoro, sia per le funzioni sociali che per i tempi e i luoghi di svolgimento delle attività. D'altra parte c'è una costante ed intrinseca connotazione di genere che caratterizza il lavoro in tutti i suoi ambiti. Infatti, lavoro maschile e lavoro femminile sono assimilabili solo in minima parte, mentre si differenziano sotto molteplici aspetti; la divisione sessuale dei ruoli, il minore riconoscimento sociale del lavoro femminile, il diverso coinvolgimento dei due sessi nelle sfera del lavoro familiare e delle attività produttive, le scelte, gli orientamenti e i comportamenti soggettivi sono alcune delle principali differenze di genere che hanno accompagnato il lavoro durante il xx secolo e che hanno attraversato in modo trasversale altre differenze, come quelle di classe, e i vari processi di crisi e di ristrutturazione.

 

La definizione 'i lavori delle donne' sta ad indicare una delle principali peculiarità dell'occupazione femminile, ossia la sua pluralità e multiformità di aspetti. Lavoro pagato e non pagato, lavoro familiare e di cura, lavoro produttivo e di fabbrica, lavoro per l'autoconsumo nelle attività agricole, lavoro professionale, lavoro a domicilio, lavoro precario, lavoro di servizio, lavoro marginale; queste ed altre sono le tipologie nonché le categorie esplicative dei lavori svolti dalle donne nel xx secolo. Quindi 'lavori' e non semplicemente 'lavoro', perché le donne hanno da sempre svolto una pluralità di mansioni, non solo una accanto all'altra o una dopo l'altra ma spesso contemporaneamente e combinandole sistematicamente tra loro, dando prova di grande flessibilità ed adattabilità, ma subendo come conseguenza un sovraccarico di lavoro da un punto di vista materiale e psicologico e la mancata 'specializzazione' nelle attività più riconosciute socialmente ed economicamente.

 

Pertanto, leggendo la storia dei lavori femminili si deve sempre tenere conto del lavoro svolto complessivamente dalle donne in vari ambiti e nell'assunzione dei diversi ruoli e nello stesso tempo considerarne le permanenze e i mutamenti, i progressi e i regressi, le conquiste sociali ed economiche e le pesanti sconfitte. I cambiamenti storici del lavoro nel xx secolo hanno avuto ricadute differenti sulle donne e sugli uomini sia in termini organizzativi che di utilizzo della forza lavoro. L'organizzazione del lavoro agricolo, la sua crisi, la rivoluzione industriale, le ristrutturazioni, la nascita delle società dei servizi sono alcuni dei principali mutamenti economici che hanno pesantemente influenzato il lavoro umano ma anche le condizioni di vita complessive delle donne. Le donne ne sono state investite in pieno e davanti ad ogni fase storica hanno dovuto riadattare non solo modalità produttive ma anche strategie di gestione familiare, di rapporti sociali, domestici e personali, persino di controllo del proprio corpo e della propria sessualità.


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