Arte e cultura
SPOLETO53 - A SPOLETO LUNGOMETRAGGI E LA MUSICA CHE SPOSA LA SOLIDARIETA'
post L. Pioppi UJcom2.0 @ (UJ.com) SPOLETO - Prosegue con successo Spoleto53, il Festival dei 2 Mondi in programma a Spoleto fino al prossimo 4 luglio, tra lungometraggi e concerti di solidarietà. Oggi (domenica), arrivano i film doc di Italo Moscati. Nel calendario degli ‘eventi’, infatti, alla Sala Frau, ore 17.00, verranno proiettati nove film che documentano lo Spettacolo italiano dal Novecento ai giorni nostri, presentando in sintesi i grandi scenari del cinema, del teatro, della musica, della televisione. Nell’ambito della XXIII edizione di SpoletoScienza, a cura della Sigma Tau, alle 11.00, sempre alla Sala Frau, vengono proposte le letture teatrali Antichi Accordi: Medicina & Musica con Niccolò Paganini chitarrista e Maria Malibran. Continua la rassegna dei Concerti di Mezzogiorno al Caio Melisso – Spazio Carla Fendi e, in questa giornata, vede il Trio Botero eseguire musiche di Mozart e Mendelsshon. Ore 12.00. Sempre oggi è in programma l'ultima rappresentazione, invece, per Shakespeares Sonette di Robert Wilson e Rufus Wainwright, una produzione del Berliner Ensemble. Al Teatro Nuovo, ore 16.30.
Ultima occasione anche per gli amanti della danza che non vogliono perdere, al Teatro Romano, l’eleganza della Lar Lubovitch Dance Company in Dancing Jazz, dove si re-immaginano le possibilità coreografiche del jazz in un programma composto da tre diversi e peculiari lavori. Ore 21.00. * Troilo > Cressida, la guerra tra Greci e Troiani raccontata da Michele Placido e i ragazzi dell’Anad, torna per l’ultima volta sul palco del S. Nicolò, alle 15.30. * Per i bambini e non solo, due occasioni per lasciarsi incantare dai personaggi de La Bella e la Bestia, impersonati dagli attori dell’Accademia Perduta Romagna Teatri: alle 16.00 e alle 18.00. * Giornata conclusiva anche per lo spettacolo tratto dalla biografia del Procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, Per non morire di mafia, in scena al Caio Melisso – Spazio Carla Fendi, alle 16.00 e alle 20.00. * Una fantastica Maria Cassi si concede per l’ultima volta al pubblico del S. Simone, nello spettacolo che ha commosso molti: My life with men – and other animals, una regia di Peter Schneider. Ore 18.00. * Continuano, per tutto il periodo del Festival, gli spettacoli della trilogia Le conquiste di Norman, messe in scena al Chiostro di S. Nicolò dalla The Kitchen Company, sotto la direzione di Eleonora D’Urso. In questa giornata: alle 19.00, …in salotto; alle 22.30, …in giardino. * A Campello sul Clitunno, nuova rappresentazione di Tempo di scirocco, per la regia di Stefano Alleva. Alle 21.00, presso i ruderi della Chiesa dei SS. Cipriano e Giustina.
Domani (lunedì 28 giugno), la solidarietà prende vita a Spoleto53 e veste i colori e l’allegria dei ritmi del Sud. Tango Scugnizzo un po’ tanghero… Mitad scugnizzo è infatti il titolo dello spettacolo che vede testi e musiche che parlano direttamente al cuore e classici della canzone napoletana interpretati in spagnolo. La serata, ospitata nel magnifico Teatro Romano, è stata organizzata per sostenere la Human Health Foundation Onlus, che si occupa di ricerca sul cancro. Ore 21.30. * Seconda giornata, alla Sala Frau, con la proiezione de I film doc di Italo Moscati che raccontano lo spettacolo italiano. Alle 17.00. * Nel Palazzo Comunale, Paesaggio con spettatore, l’evento promosso da ArteStudio per Spoleto53, offre la mostra "in progres”, dalle 11.00 alle 18.00. Dalle 18.00 alle 20.00 c’è il workshop e, al termine, la performance. * TeatroLab, la proposta dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” offre un nuovo spettacolo: L’illusion comique, al Teatrino delle Sei, ore 21.00. * Al Chiostro di S. Nicolò, la The Kitchen Company mette in scena Le conquiste di Norman… in sala da pranzo. Ore 22.00. * I Concerti di Mezzogiorno offrono oggi spazio a I fiati dell’Ogi: flauto, oboe, clarinetto, corno e fagotto sulle melodie di Mozart e Ligeti. Ore 12.00, al Caio Melisso – Spazio Carla Fendi.
Spoleto Arte * Mostre del Festival a cura di Vittorio Sgarbi Palazzo Pianciani - San Nicolò - Piazza Campello - Via di Visiale Orario: 17.30 – 24.00 * Out-Book - Moltiplicazioni e sconfinamenti del libro d’artista Palazzo Mauri Biblioteca Comunale a cura di Giorgio Maffei / Emanuele De Donno. Progetto di Viaindustriae / Studio A’ 87 - Orario: 9.00 – 13.00 / 15.30 – 19.00 * Tadeusz Kantor - Macchine della memoria Battistero di piazza del Duomo Un progetto della Cricoteca di Cracovia Orario: 10.30 – 13.00 / 15.30 – 21.00 * Associazione per il Disegno Industriale ADI Umbria Spoleto città Per informazioni: www.viadellacqua.org
Spoleto Città Teatro
Ogni epoca ha lasciato nella città segni teatrali: la Spoleto romana, la Spoleto medievale, la Spoleto rinascimentale, barocca, neoclassica, si sono arricchite di spazi scenici: l’Anfiteatro – fuori delle mura urbiche – il secondo anfiteatro, sul quale sorgerà il Complesso Agostiniano di S. Nicolò, il Teatro Romano, e poi il Caio Melisso, e ancora il teatrino di legno, che nel ‘700 si allestiva a Piazza Campello, e infine l’ottocentesco Teatro Nuovo.
L’intera città è cresciuta come uno spazio scenico, in cui è esaltato quell’elemento sorpresa, che costituisce l’anima del Teatro: con i fondali di magnifici palazzi gentilizi che si aprono improvvisi dopo lunghe e strette vie in salita tra quinte di case medievali, con quelle piazze spiazzanti per le loro prospettive inedite e la loro asimmetria.
Una città-teatro, in cui, ancora una volta, gli ospiti si sentiranno non semplici spettatori, ma attori di un’emozione speciale, fatta di natura, architettura, cultura.
Cenni storici
Spoleto sorge ad un’altitudine di 396 metri, lungo la Via Flaminia. La posizione dominante e strategica ha determinato il suo status di Caput Umbriae, durato ininterrottamente dal IV secolo avanti Cristo, quando la città fu fortificata con le “mura ciclopiche”, fino all’Unità d’Italia, quando il capoluogo della regione divenne Perugia.
Lo sviluppo economico e la trasformazione urbanistica e architettonica non si arrestarono dopo la fine dell’impero romano, grazie alla qualifica di Ducato, alla vitalità mantenuta dalla Via Flaminia e all’interesse, più o meno benefico, di vari imperatori, come Teodorico che bonificò le valli circostanti (all’inizio del VI secolo), Narsete che ripristinò la cinta muraria nel 553 dopo il saccheggio da parte di Totila; Barbarossa, infine, la rase al suolo nel 1155, in età Comunale, determinandone il radicale rinnovamento edilizio.
Nel XIII secolo, l’insediamento in città di vari Ordini religiosi “mendicanti” determinò una nuova espansione urbanistica: Domenicani, Minori francescani, Agostiniani e Terziari Continenti edificarono vari complessi monumentali, mentre il Comune erigeva una nuova cinta muraria, corrispondente all’espansione della città. Nel Rinascimento e nell’età Barocca furono piuttosto i palazzi patrizi, comprensivi di piazze chiuse e scuderie, ad arricchire l’architettura cittadina.
Lo spostamento dopo il 1860 del capoluogo umbro a Perugia determinò la decadenza economica della città, rifiorita, a partire dagli anni ’50, grazie allo sviluppo del turismo e delle istituzioni culturali, tra cui proprio il Festival dei Due Mondi, fondato nel 1958 dal musicista Gian Carlo Menotti.





