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SALUTE – "CURIAMO": PRIMO PROGETTO NAZIONALE PER CURARE DIVERSE PATOLOGIE IN RAPIDA DIFFUSIONE
Luana Pioppi (dal "Giornale dell'Umbria")
(UJ.com) PERUGIA – "Grazie al tuo impegno, noi ti curiamo!". E' questo il motto del progetto "Curiamo" (centro universitario di ricerca interdipartimentale sulle attività motoria), finanziato dall’Università degli Studi di Perugia e dalla Regione Umbria coinvolgendo anche l’Azienda Ospedaliera di Perugia, primo esperimento a livello nazionale.
Si tratta di un centro dove i pazienti, affetti da diverse patologie e in rapida diffusione (quali l’obesità e il diabete), seguiranno un percorso multidisciplinare con medici specialisti, nutrizionisti, psicologi, psicopedagogisti, specialisti in medicina dello sport e laureati in scienze motorie. Il percorso, della durata di un anno, è suddiviso in più momenti. Nei primi due mesi il paziente oltre ad effettuare tutte le visite di controllo effettuerà dei corsi nella palestra del centro, finalizzati a migliorare la condizione fisica e lo stile di vita.
“Dopo questa fase – spiega il dottor Pierpaolo De Feo, direttore del centro Curiamo – il paziente non viene lasciato solo: fara delle visite di controllo a 3 mesi, a 6 mesi ed ad un anno dall’inizio della cura. Se non bastano oltre al consulto con lo specialista della patologia di cui è affetto incontrerà anche il nutrizionista e lo psicologo. In questo periodo sarà coinvolto in attività, come passeggiate all’aria aperta intervallate da letture”.
Da quale idea è nato il progetto Curiamo?
“Siamo partiti dall’evidenza della letteratura scientifica che dimostra l’efficacia dell’esercizio fisico soprattutto per diverse patologie quali il diabete e l’obesità. Da questa idea come Università di Perugia, abbiamo voluto valorizzare, da un lato, la facoltà di scienze motorie, dall’altro, grazie alla sensibilità dell’assessore alla sanità della Regione Umbria, Maurizio Rosi, i benefici dell’attività fisica. L’Università ha messo a disposizione la struttura e parte del personale mentre la Regione, finanziando il progetto di ricerca, ci consente di sostenere i costi del resto del personale”.
Il progetto parte da una valorizzazione dell’attività fisica?
“Certo – risponde ancora Pierpaolo De Feo – già abbiamo fatto nel 2002 uno studio che ha dimostrato che facendo camminare delle persone affette da diabete gli migliorava non solo i valori associati alla patologia ma anche il colesterolo e la pressione arteriosa riducendo il rischio cardio-vascolare che consente di ridurre l’uso dei farmaci facendo risparmiare il servizio sanitario nazionale. Da questa analisi è nata l’idea di mettere insieme più competenze per verificare quali benefici si possono avere in termini di salute, qualità della vita e risparmio di spesa. Se il modello risulterà valido sarà esportato anche in altre regioni italiane”.
“La cosa più importante – conclude De Feo – è che cerchiamo di mettere la persona al centro della cura. Il paziente è l’attore principale del cambiamento. Significa mettersi in discussione con la patologia di cui è affetto”.
Il progetto avrà una durata di tre anni, rinnovabile. L’accesso al Curiamo è possibile prenotando la visita presso il cup dell’azienda ospedaliera di Perugia. L’impegnativa del medico di famiglia deve specificare che si tratta di una visita specialistica per “diabete” o “obesità” o “vasculopatia arti inferiori” o “dislipidemia” o “obesità in età pediatrica” o “diabete in età pediatrica” da effettuare presso il centro Curiamo.
Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito: www.unipg.it/curiamo/index.htm





