Politica
REGIONALI, ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI E PAOLA BINETTI
(UJ.com) PERUGIA - Tra i tesori nascosti dell'Umbria l'Accademia di Belle Arti rappresenta un patrimonio di cultura e di tradizioni artistiche che meriterebbe ben altra visibilità e ben altri sostegni da parte della Regione. Il suo spazio espositivo è bloccato da oltre dieci anni perchè è stato dichiarato inagibile per una vecchia frana, che non avendo nulla a che vedere con il terremoto non ha potuto godere di nessuno degli aiuti previsti per le strutture danneggiate solo un paio d'anni prima. I suoi archivi ospitano splendidi disegni che vantano qualche centnaio di anni e una sorta di magazzino ospita i gessi originali delle Tombe medicee insieme a quelli ancora più antichi del Laocoonte e dell'Apollo farnese.
Una struttura destinata all'alta formazione artistica, tra le più antiche d'Italia, che soffre di una carenza cronica di fondi e lamneta una complessità burocratica che paralizza lo slancio creativo del Direttore della Fondazione e del Direttore artistico dell'Accademia. E' stata la sorpresa della visita fatta questa mattina a San Francesco in Prato, dove colpisce da un lato una sorta di invecchiamento della struttura e dall'altro la grande energia creativa di chi la governa. Ancora una volta si tocca con mano come la Cultura in Umbria non sia considerata in tutto ll suo potenziale di risorsa per il turismo tipico delle città d'arte e sia mantenuta invece ad un semplice livello di sopravvivenza.
L'accademia di Belle arti potrebbe entrare in un ircuito museale capace di mostrare come nasce un'opera d'arte, come si tramanda nel tempo grazie anche alle sue copie, innestando un processo formativo che comincia esponendo i giovani al contatto con i classici, ma nello stesso tempo li stimola a restare in ascolto della sensibilità e delle suggestioni del loro tempo. Il nostro impegno in questa campagna elettorale parte proprio dalla scoperta di questi tesori nascosti di arte e di formazione per rilanciarli all'attenzione degli organi istituzionali e dell'opinione pubblica.
Accendere i riflettori su queste nicchie di eccellenza significa impegnare la Regione in un prossimo futuro a non sottrarsi alla sua responsabilità di sostegno concreto ed efficace a ciò che costituisce l'immagine più autentica dell'Umbria in tutto il Paese e sovente nel mondo intero. Il cambiamneto di cui l'Umbria ha bisogno nei suoi modelli organizativi e gestionali prima anora di essere un cambiamneto di segno politico è il cambiamento di una cultura che le restituisca la sua identità, troppo spesso soffocata da scelte sbagliate.





