teatro
Per dire e per finire omaggio a Samuel Beckett in forma di cabaret
Francesca Torcolini (Uff. stampa TSU)
(UJ.com) NOCERA UMBRA - Venerdì 21 novembre al teatro Torti di Bevagna e giovedì 18 dicembre al teatro Cottoni di Nocera Umbra il laboratorio di cultura teatrale Liminalia mette in scena Per dire e per finire omaggio a Samuel Beckett in forma di cabaret di e con Silvia Bevilacqua e Francesco Torchia.
“Nello spettacolo – racconta Francesco Torchia - sfilano come in un cabaret lirico e surreale personaggi e situazioni tratti dall'opera narrativa e teatrale dello scrittore irlandese (Aspettando Godot, Finale di partita, L'ultimo nastro di Krapp, Primo amore, Watt, L'innominabile, Testi per nulla), riscritti e rielaborati in chiave originale e personale, introdotti da una dedica e incorniciati da due riflessioni in versi sul dopo-Beckett, in apertura e chiusura, per dire e per finire.
Come in uno dei suoi rompicapo inestricabili, per tutto l'anno del centenario della sua nascita a lungo ci siamo arrovellati: è possibile o non è possibile celebrarlo. Non si può parlarne poiché tutti ne parlano, eppure si deve parlarne perché il debito contratto va estinto.
Innominabile eppure sulla bocca di molti: viviamo in tempi di orge celebrative, occorre rassegnarsi, del resto è l'ultima chance concessa all'arte, alla letteratura, alla cultura alta: rendersi commestibili e consumabili partecipando alla babele delle commemorazioni. Così, alla fine, ci siamo decisi. L'abbiamo fatto per porci e porre una domanda: quale Beckett dopo Beckett? Non c'è un Beckett buono per tutte le stagioni; ciascuno, lo voglia o no, è figlio del suo tempo.
Non ci sono rovine intorno a noi (no che non ci siano, ma sfiorano soltanto i nostri confini, e noi le osserviamo come in un film, nei TG o sulle pagine dei giornali), viviamo immersi nel chiacchiericcio -vuoto a perdere- del talk-reality show, dove il silenzio è bandito e vince chi la spara più grossa, il nostro benessere, inebriante seppur fragile, parla di una nuova barbarie civilizzata che si è imposta ed insediata.
Pur incerti sul futuro e insicuri del presente conduciamo una vita tranquilla apparentemente al riparo da angosce ed ansie: non c'è spazio per voci apocalittiche e pessimiste. In fondo, nonostante tutto, questo è il migliore dei mondi possibili; comunque sia, Godot, per noi – che importa se siamo una minoranza - alla fine è venuto e ora dormiamo a casa sua "al caldo, all'asciutto, sulla paglia, con la pancia piena".
Allora celebrare la memoria di Beckett morto in attesa, non rischia di essere ipocrisia, un vezzo opportunista e obbligatorio? Forse no, se tenendosi a distanza da quell’eccesso di leggerezza che spesso negli ultimi tempi accompagna la sua opera, si ha il coraggio di guardare dritto nell'abisso che ci indica. Quale Beckett dopo Beckett? Non abbiamo una risposta, ma chiederselo è già qualcosa e nell'attesa intanto continuiamo ad estinguere il debito.” Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n°075/57542222.





