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MUSICAL - AL LYRYCK DI ASSISI TUTTO ESAURITO PER "CATS"

 
14/03/2010 ore 14.30

(UJ.com) ASSISI - Tutto esaurito per "Cats". Gli occhi dei gatti si sono aperti sul palco del Lyrick di Assisi, fino ad oggi pomeriggio (domenica). Versione italiana del capolavoro di Andrew Lloyd Webber, prodotta dalla Compagnia della Rancia, ha inedite coreografie di Daniel Ezralow e un'orchestra dal vivo. La traduzione, per la prima volta in italiano, dopo oltre 10 traduzioni in altre lingue, permette al pubblico del nostro Paese di entrare nell'universo dei Jellicle Cats - i 25 gatti più famosi del mondo, dispettosi, golosi, raffinati, magici, sensuali, che da quasi trent'anni incantano gli spettatori di ogni età, coinvolgendoli con i loro racconti e le loro emozioni. La regia è stata curata da Saverio Marconi e Daniel Ezralow. (SERVIZIO SU CATS)

"Cats" è uno show assolutamente originale, basato sulla traduzione in lingua italiana a cura di Michele Renzullo e Franco Travaglio e sulle coreografie inedite di Daniel Ezralow. La qualità dello spettacolo è indiscutibilmente evidente fin dall’inizio: sul palco è allestita una scenografia suggestiva, disegnata da Gabriele Moreschi, che rappresenta in dimensioni enormi (per sottoporre allo spettatore il punto di vista dei gatti) la discarica vicino ad un vecchio lunapark. La cura dei dettagli e la scelta degli oggetti in scena è essenziale e i gatti protagonisti di questo racconto fanno spesso ricorso ad utensili ed accessori di vario genere per colorire ed animare le loro coreografie (eccezionale l’idea del mega carrello della spesa).

Attente anche le luci, che nell’arco di due ore di performance non omettono mai di far risaltare ed anche “esaltare” gli elementi su cui dirigere la nostra attenzione all’interno di un palco così grande e pieno di personaggi; sono inoltre complici nel creare le diverse atmosfere in risposta ai brani musicali eseguiti.

Non ultimi, i costumi realizzati da Francesco Martini Coveri, variopinti, ricci e morbidi, enfatizzano l’effetto delle movenze feline dei protagonisti ma non rinunciano ad un tocco di modernità in stile pop che ben si sposa con le coreografie di Ezralow.
Il suono pulito ed instancabile dell’orchestra di 16 elementi diretta da Vincenzo Latorre intona l’inizio dello spettacolo e lo accompagna magistralmente senza sosta, con un fantastico lavoro dei fiati, squillanti e d’effetto. È in questo contesto di studio dei dettagli che si fanno avanti gli interpreti dei Jellicle, simulando abilmente le movenze dei gatti, con movimenti della testa e delle braccia sinuose e gambe/zampe scattanti.

Si presentano nell’apertura del primo atto, cantando tutti insieme ed elencando le caratteristiche che contraddistinguono la loro razza ma nella coralità si perdono molte parole e ci risulta più difficoltoso comprendere il testo: è una difficoltà che si supera presto, quando uno ad uno ci spiegano il motivo per cui si sono riuniti e si descrivono, ciascuno con le proprie peculiarità: la gatta Jennytuttapois, pigrona durante il giorno, sa bene però come affrontare topi e scarafaggi; Ram Tam Taggher, capriccioso e ribelle, spicca, secondo me, fra gli altri per originalità e vivacità nell’interpretazione; la nostalgica Grisa che rimpiange la giovinezza e la beltà, conducendo ormai una vita in solitudine, interpretata da Giulia Ottonello (che molti ricorderanno come vincitrice della seconda edizione della trasmissione televisiva “Saranno Famosi”, poi divenuta “Amici di Maria De Filippi”) alla quale spetta la canzone più famosa del musical, “Memory” – qui tradotta “Luna” – scritta da Trevor Nunn ispirandosi alla poesia di Thomas Stearns Eliot “Rapsodia su una notte di vento”. E ancora, abbiamo Ciccio Gourmet col suo frac; Mangojerry e Zampalesta, coppia combina guai, rapidissimi nei loro giochi coreografici con un enorme pneumatico, mostrano abilità circensi nel muoversi. Entra, finalmente in scena il leggendario Deuteronomio, leader dei Jellicle che ha vissuto numerose vite e deve scegliere chi di loro passerà a nuova vita.

Ripetuto l’inno dei Jellicle in cui i gatti enumerano le loro qualità, c’è un magnifico pezzo di danza di insieme: i corpi seguono ed interpretano con precisione i tempi assai variabili di uno dei brani musicali più belli, il notturno Ballo Jellicle. Anche nelle coreografie di gruppo ogni gatto si distingue dall’altro grazie a piccoli dettagli importanti, esprimendo la sua personalità. Tra gli altri noto in particolare due ballerini, ovvero la gattina vestita di bianco con un vezzoso fiocco rosa ed il gatto nero con le zampe bianche (difficile indovinare il nome dei personaggi, poiché non vengono presentati): la prima si muove sensuale e sciolta, il secondo salta con agilità incredibile.

Il primo atto si chiude ancora con Grisa che interpreta il commuovente “Luna” con una potenza vocale ed un lirismo incontestabili ma con una punta di freddezza che non fa trasmettere l’emozione allo spettatore. In compenso, il secondo atto riprende questo stesso motivo affidandone l’interpretazione più dolce e soave ad un’altra cantante (la gattina gialla: ahimé, anche in questo caso non saprei associarla ad un nome). Prosegue la rassegna dei personaggi e tocca al vecchio Gus, un tempo star del teatro, che ci fa sorridere di tenerezza. Ci riporta ai tempi in cui recitava ed il top musicale dello spettacolo è raggiunto nella penetrante Ballata di Billy M’Caw. Mr Mistofeles porta un sound più pop e leggero, abbandonando il lirismo di prima; il suo costume è uno dei più belli.
Nel finale, un’ultima ripresa del brano “Luna”, prima accennato dalla voce melodiosa ed acuta della gattina gialla, è poi proseguito da Grisa che ci fa sentire una Giulia Ottonello più esplosiva ed intensa.


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