Perugia, 09/02/2012 ore 06.34

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JAZZ CLUB PERUGIA - "UOMINI IN FRAC", L'OMAGGIO DEL JAZZ ITALIANO A DOMENICO MODUGNO

 
01/03/2010 ore 13.14

di Marcello Migliosi (JCP)
(UJ.com) PERUGIA - Grande omaggio a Domenico Modugno, venerdì 5 marzo 2010, presso l'Auditorium del Hotel Gio' Jazz Area, in via Ruggero d'Andreotto a Perugia. Il concerto - "Uomini in frac" - è il sesto della terza stagione del risorto Jazz Club Perugia. Appuntamente, come al solito fissato per le 20,30 per l'assaggio dei prodotti enogastronomici e alle 21,30 per il concerto. Il progetto musicale è di Peppe Servillo, voce degli Avion Travel e Furio De Castri, solido contrabbassista dalla lunga esperienza, che ne ha curato anche la direzione musicale. Sul palco saliranno, insieme a loro: Javier Girotto al sax e clarinetto, Marco Tamburini alla tromba, Fausto Mesolella alla chitarra, Mimmo Epifani alla voce, mandola e mandolino e, infine, un monumento del pianojazz italiano, Rita Marcotulli. Uomini in frac per scoprire, brano dopo brano, la modernità di Modugno, monumento della canzone italiana e l’affinità giocosa del suo repertorio con altri giganti come Duke Ellington, Leonard Coen, Art Ensemble of Chicago. Non un approccio filologico, ma la poesia vitale dell’interpretazione jazz grazie a una strepitosa formazione.

A cominciare dalla voce di Peppe Servillo, quanto di più magicamente teatrale ci sia nel panorama vocale italiano, inconfondibile timbro degli Avion Travel. Qualche anno fa Servillo e Di Castri insieme ad altri musicisti avevano preso un classico del rock come Frank Zappa e lo avevano ripresentato al pubblico in uno spettacolo intitolato Zapping. Al cantante degli Avion Travel è venuta poi l’idea di proporre Uomini in Frac con le canzoni del repertorio napoletano e siciliano di Modugno, da Tu si ‘na cosa grande a Lazzarella. E sono proprio questi i pezzi cantati da lui, mentre "il resto dei musicisti - spiega - tratta molto liberamente il materiale di Modugno, senza quel timore di tradire l'originale che spesso si trasforma in snobistico distacco". In una recente intervista Servillo ha detto, riferendosi a Modugno ed alle sue canzoni: "Le sue melodie sono assolutamente innovative rispetto a quelle di allora, ma comunque fortemente legate alla tradizione popolare e totalmente non condizionate dalle mode.

Pensiamo al suo uso del dialetto, in tempi assolutamente non sospetti e in contesti inusuali. Inoltre il suo atteggiamento estroverso sul palcoscenico, quello di un vero attore di scuola, quale in effetti era, lo ha trasformato nel primo vero 'interprete' della canzone italiana". Saranno inevitabili i cambiamenti, i tempi sono mutati e la sensibilità musicale è diversa. Servillo interpreterà in prevalenza la parte napoletana del repertorio del Mimmo nazionale, che gli è evidentemente congeniale. Furio Di Castri, contrabbassista, ha suonato con i maggiori jazzisti dell'ultimo trentennio: da Petrucciani a Rava, da Lacy a Motian, da Joe Henderson a Art Farmer. Decine gli album registrati come leader con formazioni diverse e come sideman con i maggiori solisti del jazz contemporaneo. Altrettanto numerose le sue tournee' in tutto il mondo. Del progetto ebbe a dichiarare qualche tempo fa: "Devo dire che ho trovato alcune difficolta' a trovare una chiave con cui leggere la musica di Modugno. Ho sempre considerato il mondo della canzone estraneo alla mia vita di musicista.

E di Modugno, in particolare, non ho mai amato quella retorica tipica di una certa Italia da canzonetta: cose tipo il maestro di violino, il telefono che piange, la porta chiusa.... Roba da fare accapponare la pelle. Ho preferito andare a cercare il paradosso nei twist, nel tango, nelle atmosfere orientali, insomma in quei colori da cartolina che venivano suggeriti dagli arrangiamenti dell'epoca". Modugno è un monumento della canzone italiana, il suo urlo a braccia aperte mentre intona “volare” proietta l’Italia verso il boom economico, la modernità e il mondo, rivoluziona la canzone, da allora in avanti non più figlia solo del “bel canto”; Modugno trasforma le melodie e il linguaggio, ma resta saldamente radicato nella tradizione popolare, ha un cuore antico e un linguaggio nuovo, se ne infischia delle mode, è un classico. Ma il jazz non ha paura dei classici; la poesia, il gioco, il paradosso dell’interpretazione jazz sono il risultato di una frequentazione affettuosa e, dunque, non un tradimento. Prossimo appuntamento Venerdì 16 aprile ore 19 PERUGIA JAZZ ORCHESTRA direttore Mario Raja e alle ore 21,30 JOE LOCKE “Force of Four”

DOMENICO MODUGNO
Domenico Modugno è considerato il padre dei cantautori italiani e come autore interprete è tra i più grandi d'Europa. Nacque il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare (Bari), un paesino dalle case bianche a picco sul mare. Dal padre Cosimo comandante del Corpo delle Guardie Municipali a San Pietro Vernotico (BR), imparò fin da piccolo a suonare la chitarra e la fisarmonica ed ereditò una grande passione per la musica, componendo la sua prima canzone a 15 anni. Insoddisfatto della vita di paese, a 19 anni scappò di casa e andò a Torino, la città più a nord d'Italia, dove si adattò a fare il gommista in una fabbrica. Ritornato al paese per fare il servizio militare, ripartì per Roma dove pur d'iniziare la sua carriera artistica si mise a fare ancora una volta i più umili mestieri. Partecipò al concorso per attori al Centro Sperimentale di Cinematografia, dove fu ammesso e dove, successivamente, vinse la borsa di studio quale migliore allievo della sezione di recitazione. Nel 1951, ancora allievo, prese parte al film "Filumena Marturano" di Eduardo De Filippo e nel 1952 a "Carica eroica" di De Robertis dove interpretava la parte di un soldato siciliano che canta la "Ninna Nanna" ad una bambina. E' da questo episodio che nacque la leggenda del "Modugno siciliano".

Sempre nel 1952 è "attore giovane" in teatro nel "Il borghese gentiluomo" di Molière (Compagnia Tatiana Pavlova) e prende parte ai films " Anni facili" di Zampa (1953) e all'episodio "La giara" con Turi Pandolfini e Franca Gandolfi, del film di Giorgio Pàstina "QUESTA E' LA VITA" (1954). Nel 1953 si presentò al concorso musicale radiofonico "Trampolino" e dopo prese parte alla trasmissione "Radioclub" in onore di Frank Sinatra. Fu allora che Fulvio Palmieri della Rai gli offrì una serie di trasmissioni radiofoniche intitolate "Amuri... Amuri" della quale egli stesso scriveva i testi ed in cui faceva il regista e, insieme a Franca Gandolfi, l'attore e persino il rumorista.
Durante questo periodo, compose molte canzoni in dialetto pugliese (di San Pietro Vernotico) e in siciliano ispirandosi al folclore pugliese e siciliano.Minatori, pescatori, storie d'amore di pesci spada innamorati, fedeli fino alla morte nel massacro della tonnara, di cavalli diventati ciechi e spinti a morire nel gran sole rovente dopo il buio delle miniere. Questi erano i personaggi delle sue prime canzoni che destarono e destano tuttora, interesse presso la critica.

Le canzoni di quel periodo furono: "LU PISCE SPADA", "LU MINATURI", "LA SVEGLIETTA", "LA DONNA RICCIA", "LU SCICCAREDDU 'MBRIACU", "ATTIMU D'AMURI",etc. Nella stagione teatrale 1955/1956 recitò al Piccolo Teatro di Milano in "ITALIA, SABATO SERA" di A. Contarello regia di Franco Parenti - Jacques Lecoq e nel "Il Diluvio" di Ugo Betti. Nel 1957 vinse il II premio al Festival della Canzone Napoletana con "LAZZARELLA" (cantata da Aurelio Fierro) che gli portò il successo popolare. Ad essa seguirono: "SOLE, SOLE, SOLE", "STRADA 'NFOSA" "RESTA CU MME" "NISCIUNO PO' SAPE'" "IO, MAMMETA E TU" etc. che rimodernarono lo stile della canzone napoletana.

Nel 1958 partecipò al Festival della Prosa a Venezia nella commedia di Antonio Aniante "LA ROSA DI ZOLFO" per la regia di Enriquez. Nello stesso anno partecipò al festival della Canzone Italiana a Sanremo con "NEL BLU DIPINTO DI BLU", coautore Franco Migliacci, che vinse il primo premio e rivoluzionò la canzone italiana e dette inizio al boom della vendita discografica italiana fino ad allora molto bassa. "Volare" fu tradotta in tutte le lingue, fu in testa alle classifiche di tutto il mondo, anche in America del Nord, in cui si vendettero milioni e milioni di copie tanto che nel 1958 gli furono assegnati due Grammy Awards, uno come disco dell'anno e uno come canzone dell'anno 1958.

Anche il Cash Box Bilboard gli conferì l'Oscar per la migliore canzone dell'anno e ricevette in dono dalle industrie musicali tre dischi d'oro, uno per il migliore cantante, uno per la migliore canzone e uno per il disco più venduto.
Nel corso di una tournée gli furono offerte le chiavi di Washington e la stella di sceriffo di Atlantic City. Per quattro mesi ininterrottamente gli altoparlanti di Broadway e le stazioni radio suonarono le originali note di "VOLARE".
Modugno ha attraversato l'Atlantico decine di volte: tutti gli Stati del Sud e del Nord America lo hanno visto e sentito le sue canzoni, dalla viva voce.
A Caracas, ad uno spettacolo in cui Modugno cantò al Coney Island, é stata raggiunta la punta massima di 121.000 presenze.
Furono molti i successi discografici ed editoriali di quel periodo, come "L'uomo in frack", "Notte di luna calante", "Io" (che è stata incisa come "Ask me" da Elvis Presley) etc.
Nel 1959 rivinse il primo premio del Festival di Sanremo con "PIOVE" (Ciao, ciao bambina) e nel 1960 il secondo con la canzone "LIBERO".

Nel 1961 dopo un anno di inattività per un incidente avuto, debuttò come protagonista nella commedia musicale "RINALDO IN CAMPO" di Garinei e Giovannini, di cui compose anche tutte le musiche e che fu definito: "Il più grosso successo teatrale di tutti i tempi avvenuto in Italia", registrando record d'incassi mai raggiunti in questo campo. "RINALDO IN CAMPO" ha rappresentato l'Italia al Festival Internazionale del Teatro in Francia, con enorme successo di critica. In questo spettacolo tra le altre ci sono le canzoni "SE DIO VORRA'", "NOTTE CHIARA", "TRE BRIGANTI E, TRE SOMARI" e "LA BANDIERA" che viene insegnata ai bambini di molte scuole elementari italiane.
Nel 1962 rivinse il primo premio al Festival di Sanremo con la canzone "ADDIO..., ADDIO..." cui seguirono "GIOVANE AMORE" e "STASERA PAGO IO". Nel 1963 si cimenta nella regia cinematografica del film "TUTTO E' MUSICA". Nel 1963 lo ritroviamo in teatro nel dramma - storico - musicale "TOMMASO D'AMALFI" di Eduardo De Filippo. Nel 1964 vince il Festival di Napoli con "Tu si' 'na cosa grande". Nel 1965 in televisione interpreta il ruolo di "SCARAMOUCHE" nell'omonimo sceneggiato per la regia di Daniele Danza e di cui compone tutte le musiche. Nel 1966 vince ancora una volta il primo premio del Festival di Sanremo con la canzone "DIO, COME TI AMO".
Dopodiché interpretò "LIOLA''" di Luigi Pirandello per la regia di Giorgio Prosperi (1968).
Nel 1973 - 1974 - 1975 fu Mackie Messer nella "OPERA DA TRE SOLDI" di Bertold Brecht e Kurt Weill per la regia di Giorgio Sthreler, produzione Piccolo Teatro Di Milano.
Nel 1972 fu in televisione nello sceneggiato televisivo "IL MARCHESE DI ROCCAVERDINA" di Luigi Capuana regia di Edmo Fenoglio; nel 1977 "DON GIOVANNI IN SICILIA" di Vitaliano Brancati.

Nel 1978 ritornò alla commedia musicale con "Cyrano" di Riccardo Pazzaglia tratto da "Cyrano de Bergerac" di Edmond Rostand. Nel 1984 fu ancora in televisione con lo sceneggiato "WESTERN DI COSE NOSTRE" tratto da un racconto di Leonardo Sciascia sceneggiato da Andrea Camilleri per la regia di Pino Passalacqua. Appassionato di poesia musicò "LE MORTE CHITARRE" e "ORA CHE SALE IL GIORNO" di Salvatore Quasimodo. Per Pasolini musicò "COSA SONO LE NUVOLE" che canta nell'episodio omonimo del film "Capriccio all'italiana". Nei suoi rapporti con il cinema non bisogna dimenticarsi dei films "EUROPA DI NOTTE" di Alessandro Blasetti dove tra le altre canta anche "SOLE, SOLE, SOLE" testo di Riccardo Pazzaglia, "NEL BLU DIPINTO DI BLU" di Piero Tellini, "LO SCOPONE SCIENTIFICO" di Luigi Comencini e del "IL GIUDIZIO UNIVERSALE" di De Sica dove fornisce una prova notevole di attore e interprete cantando "'NA MUSICA" coautore A. Pugliese. Nel 1974 partecipò alla campagna sul divorzio del P.S.I., componendo per l'occasione la canzone "L'ANNIVERSARIO" su parole di Iaia Fiastri.

Nel 1984 durante le prove della trasmissione di Canale 5 "LA LUNA DEL POZZO", un ictus lo menomerà nella parola e nei movimenti, ma non nello spirito.
Nel 1986 si iscrisse al Partito Radicale e fu eletto deputato nelle liste radicali il 15 giugno 1987 nella circoscrizione di Torino Novara Vercelli.
Fu molto attivo nella battaglie civili, soprattutto quelle a favore dei più deboli.
Nel 1989 si batté contro le condizioni disumane dei pazienti dell'ospedale psichiatrico di Agrigento, tenendo anche un concerto in loro favore "CONCERTO PER NON DIMENTICARE", che fu il primo dopo la malattia.
Nel 1990 fu eletto sempre ad Agrigento Consigliere Comunale.
Nel 1991 fu nuovamente aggredito dalla malattia, ma nonostante questo nel 1993 incise il disco "DELFINI" insieme con suo figlio Massimo.
Muore a Lampedusa il 6 Agosto 1994 nella sua casa davanti al mare.




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