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FESTIVAL NAZIONI DEDICA SERATA A ITALIANI ALLA CORTE DEGLI ZAR
(UJ.com) CITTA' DI CASTELLO - Gli italiani alla corte degli zar è lo slogan del Festival delle Nazioni 2010. Nel Teatro degli Illuminati di Città di Castello, lunedì 30 agosto, andrà in scena una serata tutta dedicata ai musicisti italiani, napoletani ma non solo, che fecero fortuna nel corso del Settecento esportando talento ed esperienza in quel lontano Paese. Il concerto ha come protagonista l'ensemble Musica Petropolitana, che fa uso di strumenti originali d'epoca per riscoprire ed eseguire la musica che si suonava nel diciottesimo secolo a San Pietroburgo. I suoi componenti si sono tutti formati al Conservatorio di Stato ed hanno lavorato anche con uno specialista come Gustav Leonhardt ad Amsterdam.
La ''musica italianskaya'' in programma per lunedì, secondo un percorso ideato dallo studioso Mario Corti, esperto della cultura russa, è quella di Baldassarre Galuppi, Giovanni Paisiello, Carlo Tessarini da Rimini, Dmitry Bortniansky, Domenico Cimarosa. La serata prenderà le mosse dalla celebre autobiografia di Giacomo Casanova e dalle descrizioni dei personaggi che frequentavano la corte, tra i quali per un periodo anche l'avventuriero e letterato. Si cercherà di ricreare quell'ambiente internazionale, molto vicino agli intellettuali illuministi, che influenzarono la prussiana Caterina di Russia nella sua visione di riforma dello stato.
Il progetto del direttore artistico del festival, Aldo Sisillo, è di ricostruire idealmente il rapporto che la corte russa aveva con gli artisti italiani, in particolare nella capitale San Pietro In quell'epoca del resto l'Italia eccelleva in tutti i campi e ad ampliare la città e renderla appunto degna di una capitale europea furono chiamati architetti come Francesco Bartolomeo Rastrelli, che progettò il palazzo d'inverno, residenza dell''imperatore fino alla rivoluzione di ottobre, Carlo Rossi e Giacomo Quarenghi, che tra l'altro progettò il Teatro dell'Ermitage. Un posto speciale lo avevano naturalmente i musicisti, che in Russia risedettero e lavorarono con regolarità. Tra gli altri, Francesco Araja, Giovanni Battista Locatelli, Galuppi, Traetta, Paisiello, Giuseppe Sarti, Cimarosa.





