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FEDERICO MONDELCI E FILIPPO FARINELLI, CON SAX E PIANO AL FESTIVAL DELLE NAZIONI
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) CITTÀ DI CASTELLO - Martedì 31 Agosto alle ore 18.30 a Citerna nel Cortile Palazzo Comunale per il Festival delle Nazioni 2010 sarà la volta del Sassofono di Federico Mondelci e del pianoforte Filippo Farinelli. Mondelci è noto in tutto il mondo per le sue interpretazioni della musica di Astor Piazzolla e, questa volta, presterà il suo sax alla musica di Rachmaninov. “Le melodie di Rachmaninov, nella trascrizione per sassofono e pianoforte di Filippo Farinelli, sono in questa versione – afferma Federico Mondelci - romanze senza parole, che permettono all’ascoltatore di prefigurare le atmosfere della splendida Pietroburgo.
La complessità che il mondo contemporaneo esprime, anche attraverso la musica, tende a far crollare i pregiudizi e le barriere stilistiche tra musica colta e musica d’uso”. Oltre alle frequenti esibizioni, tra le quali spiccano la Filarmonica di San Pietroburgo e la Sala Tchaikovsky di Mosca, Mondelci si è esibito con Yuri Bashmet e I Solisti di Mosca e vanta importanti collaborazioni con l’Orchestra da Camera di Mosca con cui ha inciso i Tanghi di Piazzolla. Ad accompagnarlo nel concerto di Citerna, il giovane pianista e compositore Filippo Farinelli che ha inoltre trascritto per sassofono e pianoforte le melodie di Rachmaninov che aprono la serata. La seconda parte del concerto, all’insegna della creatività, fonde sapientemente musica etnica, musica da film, rock e musica leggera.
Dalla matrice jazzistica e rockettara di Clouds and Birds, suite che valorizza la ricca sonorità del sassofono, a Balkan Fantasy di Giovanni Seneca, brano ispirato al ritmo della musica popolare balcanica. Morricone, i cui temi tratti dalle pellicole Nuovo Cinema Paradiso e La Leggenda del Pianista sull’Oceano vengono riproposte in chiave cameristica nella trascrizione di Mondelci, puntando sul grande potere evocativo delle melodie. A salutare la serata Studio n.3, in omaggio a Piazzolla e al suo sogno realizzato di rivoluzionare il tango e portarlo nelle sale da concerto, trasformandolo così da musica per danza popolare a riconosciuta forma d’arte. «Nello Studio n. 3 - dichiara lo stesso Mondelci - vi è tutto il mondo di Piazzolla, fatto di ritmo esaltante, malinconia, nostalgia: tutte qualità tipicamente umane, percepibili dall’ascoltatore attraverso il suo spirito prima ancora che dal suo orecchio.»





