Cronaca
CGIL - A PROPOSITO DI TAGLI SUL WELFARE; VANDA SCARPELLI SCRIVE ALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI REGIONE UMBRIA
post M. Zingales UJcom2.0 @ (UJ.com) PERUGIA - Le scelte economiche-finanziarie del governo Berlusconi, fin dal suo insediamento, hanno avuto come obiettivo primario lo smantellamento dei servizi pubblici siano essi educativi,sanitari o di assistenza e cura alla persona per favorire soggetti privati che con facilità possono sostituirsi al pubblico e fare profitti sulle spalle dei cittadini. L’intento del Governo centrale, è quello di dare il colpo di grazia ad un modello del welfare che si è sviluppato in Italia dal dopoguerra in poi e che ha significato anche garanzia di democrazia e tutela dei diritti. La nostra regione vanta un modello di servizi sanitari e sociali di qualità che hanno garantito risposte a bisogni e hanno favorito la rimodulazione e l’innovazione di servizi sociali.
Leggiamo in questi giorni sui giornali locali dichiarazioni e apprendiamo tramite incontri con dirigenti istituzionali,della necessità di tagli della spesa sociale. Riteniamo improcrastinabile l’attivazione di un apposito tavolo di confronto a livello regionale che, pur tenendo conto delle difficoltà economiche e dei tagli previsti dalla manovra in particolare in ambito sociale, delinei il futuro dello stato sociale in Umbria, le risorse utilizzabili,concordi le possibili sinergie e azioni di razionalizzazione e di riorganizzazione dei servizi stessi ovviamente tutelando occupazione e diritti dei lavoratori impegnati nel settore.
Il nuovo piano sociale, approvato dalla giunta precedente a fine legislatura, ha delineato significative azioni di promozione e tutela del welfare territoriale, definendo le prestazioni di assistenza e riconoscendo il valore del lavoro sociale. Riteniamo fondamentale ripartire da tale quadro e comporre una strategia condivisa della gestione delle criticità registrate, per la mancanza di risorse economiche nei vari territori, mettendo in campo tutte le azioni necessarie per evitare che ancora una volta la crisi la debbano pagare solo i più deboli.





