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CASO MARRA - I FAMILIARI, DAGLI STUDI DI "DOMENICA 5", LANCIANO UN APPELLO: "VOGLIAMO SAPERE LA VERITA'"
nostro servizio particolare di Luana Pioppi
(UJ.com) PERUGIA - "Noi vogliamo sapere la verità. Il mio appello è rivolto verso tutte quelle persone che sanno e non parlano, che prendano il coraggio e ci liberino da questa situazione". E' questo l'accorato appello lanciato da Piero Marra, fratello di Sonia Marra (la studentessa leccese scomparsa da Perugia nella notte tra il 16 e il 17 novembre del 2006), oggi pomeriggio durante il suo intervento a "Domenica 5", il programma di Mediaset condotto da Barbara d'Urso. I familiari della ragazza, i genitori Lucia e Donato e il fratello Piero, si sono collegati alla trasmissione da casa mentre in studio c'era la sorella della giovane, Anna, che da oltre tre anni vive a Perugia per seguire da vicino le indagini.
"Spero che trovino mia figlia - ha detto Donato interpellato dalla d'Urso - e che torni a casa. Io l'avevo mandata a Perugia solo per studiare e l'aspetto, sempre". "Non sospettavamo nulla - ha affermato anche la signora Lucia -, noi la sentivamo tranquilla. Ma poi è scomparsa, l'abbiamo cercata ovunque senza alcun risultato". Anna, invece, ha ripercorso alcune tappe della storia di Sonia, dalla scomparsa fino alla scarcerazione di Umberto Bindella, l'impiegato trentunenne di Marsciano al cui carico sono stati ipotizzati i reati di omicidio volontario, occultamento di cadavere e furto del telefono cellulare della vittima. L'uomo, dopo 20 giorni di carcere, è stato fatto uscire nei giorni scorsi per mancanza di prove ed indizi insufficienti. "Io lancio un appello a Bindella - ha detto poi Anna - affinché mi contatti se ha qualche cosa da dirmi, sa dove trovarmi, Io ho provato a cercarlo subito dopo la scomparsa di mia sorella ma non lo faccio più perché al primo appuntamento che mi ha dato si è presentato con il padre e poi mi ha portato dal suo avvocato".





