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CASO MARRA: E' STATO RITROVATO UMBERTO BINDELLA
Ai microfoni del Tg5 ha detto che voleva "stare due giorni in serenità, tranquillo in mezzo ad un bosco senza dover parlare con qualcuno"
(UJ.com) DERUTA - "Io volevo stare due giorni in serenità, tranquillo in mezzo ad un bosco senza dover parlare con qualcuno perché volevo stare da solo". E' quanto affermato da Umberto Bindella, ai microfoni del Tg5, dopo il suo ritrovamento. Il 31enne marscianese, da due giorni, si era accampato in un bosco nei pressi di Deruta, vicino al santuario della Madonna dei Bagni, a poco più di dieci chilometri da casa sua. IL VIDEO
E' arrabbiato con chi lo ha arrestato e poi rimesso in libertà, dopo averlo accusato di aver ucciso ed occultato il corpo di Sonia Marra, la studentessa di Lecce scomparsa dalla sua abitazione di Perugia, dove studiava all'Università, nella notte tra il 16 ed il 17 dicembre 2006. "Io pago per delle colpe non mie - ha proseguito Bindella - e di altre istituzioni. Quelle persone stanno facendo degli errori e rovinano la vita ad una persona. A me toglieranno 5-6 anni di vita e a 40 anni mi diranno 'è finito, scusa l'errore', che loro non pagheranno mai".
Venerdì pomeriggio Bindella si era allontanato da casa dopo aver scritto una lettera ai suoi genitori che temevano la sorte del loro figlio. Il 31enne quel giorno stesso aveva raggiunto il Santuario della Madonna dei Bagni. La sua auto, l'Honda Jazz, cercata inutilmente in questi giorni da tutte le forze di polizia, era nascosta nel bosco. Secondo le prime informazioni lo hanno trovato oggi (domenica) alcune persone che stavano facendo una passeggiata a cavallo. Hanno chiamato i carabinieri ai quali Bindella avrebbe espresso il desiderio di non volere tornare a casa.
Una volta ufficializzato il ritrovamento ad abbracciarlo per prima è stata la mamma, che lo ha raggiunto nel bosco. "Sta soffrendo molto - ha detto la donna - lo hanno distrutto". Il prossimo 12 marzo Bindella si troverà davanti ai giudici del tribunale del riesame. "La loro è una 'tigna' - ha ribadito Bindella - siccome il gip ha capito, in parte, come è la situazione loro vogliono tenere il punto e continuare ad accusare me".
(UJ.com) PERUGIA - Umberto Bindella, l'uomo accusato di omicidio e di occultamento di cadavere della studentessa pugliese Sonia Marra, è stato ritrovato. Il 31enne marscianese si era accampato in un bosco nei pressi di Deruta, vicino al santurario della Madonna dei Bagni, a poco più di dieci chilometri da casa sua. Secondo le prime informazioni lo hanno trovato alcune persone che stavano facendo una passeggiata a cavallo. La sua auto, l'Honda Jazz cercata inutilmente in questi giorni da tutte le forze di polizia, era nascosta nel bosco. Sono stati chiamati i carabinieri ai quali - sempre secondo le prime informazioni - Bindella avrebbe espresso il desiderio di non volere tornare a casa.
Bindella, trovato nei boschi che circondano il santuario della Madonna dei Bagni, aveva l'auto impantanata nel fango. Probabilmente ha trascorso la notte nella vettura. Ai giornalisti che sono riusciti con qualche difficoltà ad avvicinarlo ha detto di essere innocente e di sentirsi ''vittima'' di questo sistema. ''Mi hanno rovinato la vita con questa storia - ha aggiunto - e continuano a farlo''. Ha detto anche di essersi allontanato volontariamente da casa per prendersi una ''pausa di riflessione''. E' arrivata anche la mamma che ha cercato di convincerlo a tornare a casa. Anche lei, rispondendo ai giornalisti, ha detto che suo figlio ''e' una vittima''.
L' avvocato Daniela Paccoi, uno dei difensori di Bindella, ''invoca rispetto da parte dei media''. ''Umberto e' confuso - ha detto - sono due giorni che non mangia ed ha bisogno di essere lasciato in pace per un po', affinche' possa riprendersi''. L' avvocato ha poi spiegato che il suo assistito tornera' direttamente a casa e che non serviranno controlli medici in ospedale. ''Sta solo aspettando - ha concluso - il carro attrezzi perche' vuole tornare a casa con la sua auto''.
Bindella si era allontanato da casa, lasciando telefoni e portafogli, due giorni fa, benerdì pomeriggio. Non aveva portato con sé ne il telefono cellulare, né il computer portatile e né il portafoglio. Umberto Bindella, che si è sempre proclamato innocente, era stato arrestato lo scorso 18 gennaio con l'accusa di omicidio volontario, occultamento di cadavere e furto del telefono cellulare della studentessa. Il sei febbraio scorso il gip Paolo Micheli ne aveva disposto la scarcerazione, senza essere sottoposto ad alcuna misura accessoria di sicurezza, ma le indagini sul suo conto erano proseguite, in quanto era emerso che i due si frequentavano. Il provvedimento di scarcerazione emesso dal gip Paolo Micheli è stato impugnato dal pm Giuseppe Petrazzini ed il 12 marzo prossimo è in programma l' udienza del tribunale del riesame alla presenza degli avvocati Daniela Paccoi e Silvia Egidi, difensori di Bindella.
Il ragazzo prima di allontanarsi da casa aveva scritto un biglietto ai genitori. Si tratta di una lettera manoscritta di quattro pagine dove - secondo quanto si è potuto apprendere - Bindella parla della sua vita vissuta all'insegna della serietà e dell'impegno nella scuola e nel lavoro, ed esprime amarezza e dolore per questa vicenda che lo ha fatto finire anche in prigione essendo innocente.
Nella lettera non ci sarebbero riferimenti su quali siano le intenzioni alla base del suo allontanamento. Sarebbe uscito senza prendere portafogli e telefono cellulare e da ieri sera lo stanno cercando i carabinieri, i vigili urbani dei comuni della zona, la polizia stradale e quella provinciale. Lo cercano anche le guardie forestali, corpo nel quale per un certo periodo aveva prestato servizio. Sonia Marra, 25 anni di Specchia (Lecce), era scomparsa dalla sua abitazione di Perugia, dove studiava all'Università, nella notte tra il 16 ed il 17 dicembre 2006.





