cronaca HP
ARCHIDIOCESI DI PERUGIA-CITTA’ DELLA PIEVE: «LA MAFIA SI COMBATTE IN PARROCCHIA?»
(UJ.com) PERUGIA - Dopo il suo incontro serale (18 marzo) con numerosissimi giovani presso la parrocchia a dimensione di Unità pastorale “Santa Maria della Speranza” di Olmo-Chiugiana-Fontana, nell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, Maurizio Artale, presidente del Centro “Padre Nostro”, fondato nel quartiere Brancaccio di Palermo da don Giuseppe Puglisi, ha incontrato questa mattina (19 marzo) nella Sala “San Francesco” del palazzo arcivescovile alcuni giornalisti. Il Centro “Padre Nostro”, lo ricordiamo, è diventato uno spazio di dialogo e di incontro non solo per la gente di Brancaccio.
L’assassinio di don Puglisi ha conferito al Centro stesso una dimensione profetica che va ben oltre i confini del quartiere, rendendolo un punto di riferimento ad alto profilo cittadino, regionale ed internazionale, oggi Ente Morale riconosciuto dal Presidente della Repubblica, che opera a favore delle fasce più deboli e vulnerabili. Il Centro “Padre Nostro”, nel mettere in pratica gli insegnamenti di don Puglisi, è impegnato a sottrarre manovalanza giovanile alla criminalità organizzata ed a collaborare con le Istituzioni affinché la mafia non si sostituisca ad esse. Alla domanda «la mafia si combatte in parrocchia?», Maurizio Artale ha risposto dicendo: «la parrocchia non è solo luogo liturgico, ma è anche luogo di incontro e di confronto dove saper cogliere le difficoltà che la comunità sta vivendo.
Don Puglisi ha detto che ognuno deve essere impegnato in misura seria applicando moralità in tutto quello che fa. Dalle parrocchie dobbiamo annunciare quella ricerca della verità che cambia la vita, soprattutto ai giovani, mettendo semplicemente in pratica il Vangelo». Poi ha aggiunto che dalla parrocchia possono venire esempi di moralità che aiutano non poco a contrastare dai piccoli ai grandi fenomeni di criminalità organizzata, ricordando che la moralità è fatta propria anche da persone che non credono. Altra domanda rivolta ad Artale è stata: «come contrastare la mafia in Umbria?». Risposta: «nella vostra regione il fenomeno è relativamente giovane, mentre in Sicilia, in Calabria… è radicato nella cultura del popolo siciliano, calabrese… .
Per contrastarlo in Umbria bisogna essere dei bravi testimoni come ci ha insegnato con la sua opera don Puglisi ed è quello che ho detto ieri sera ai ragazzi della parrocchia di Olmo-Chiugiana-Fontana». A due giorni dalla giornata in ricordo di tutte le vittime della mafia (domenica 21), significativo quanto è stato detto dal presidente del Centro “Padre Nostro” su don Puglisi, nato a Brancaccio il 15 settembre 1937 ed ucciso dalla mafia nella stessa borgata il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno. «Puglisi è nato due volte al Brancaccio – ha detto Artale –, perché la sua morte ha restituito la vita e la speranza a tante persone, soprattutto giovani, e per noi credenti in Cristo la morte segna la rinascita. Che questo grido di speranza venga dalle parrocchie è molto bello e, credetemi, ci abbiamo investito tanto tempo».
L’esperienza del Centro “Padre Nostro” di Palermo è condivisa e sostenuta un po’ in tutta Italia, come dimostra anche il legame con la parrocchia di Olmo-Chiugiana-Fontana, che in futuro pensa ad una sorta di “gemellaggio” con lo stesso Centro. Per i promotori dell’iniziativa parrocchiale “Pietre Vive”, che hanno invitato a Perugia Maurizio Artale, questa voglia di conoscere la realtà del Centro fondato da don Puglisi, sacerdote martire del nostro tempo, da parte di tanti ragazzi vuole essere un sassolino nella scarpa di ognuno, che richiami l’attenzione su problematiche sociali “scottanti” anche per la nostra città e per la nostra regione.
- REGIONALI: MARINI, AST TERNI PARTE IMPORTANTE FUTURO UMBRIA
- REGIONALI/MODENA - IMPIEGO PUBBLICO: PROFESSIONALITA' E MERITOCRAZIA
- ELEZIONI 2010: ISTRUZIONI SU COME VOTARE





