cultura HP
ARCADI VOLODOS PER LA TERZA SERATA DEL FESTIVAL DELLE NAZIONI
Daniela Robles
il Dir @ (UJ.com) CITTA' DI CASTELLO - Le ultime notizie sulla sua tournèe in Europa parlano di uno straordinario successo e il concerto della settimana scorsa a Strasburgo ha registrato il tutto esaurito:. La critica internazionale da tempo l’ha definito il mago della tastiera. Nato a San Pietroburgo nel 1972, Arcadi Volodos ha cominciato a studiare il pianoforte quando aveva appena otto anni ma lo faceva – a suo dire – senza alcuna convinzione. Infatti ha più volte dichiarato: “non avrei voluto diventare un pianista professionista e neppure pensavo di diventare un musicista” Nonostante la sua resistenza al pianoforte, adesso Volodos è considerato uno dei migliori pianisti al mondo.
Fin dal suo debutto a New York nel 1996, Volodos ha tenuto recital nelle più importanti sale da concerto, come Berlin Philharmonie, Suntory Hall a Tokyo, Théâtre des Champs-Élysées a Parigi, Musikverein a Vienna, la Carnegie Hall a New York e al Festival di Salisburgo; ha suonato con le migliori orchestre, tra cui i Berliner Philharmoniker, la Philharmonia Orchestra di Londra, Israel Philharmonic Orchestra, Concertgebouw di Amsterdam, New York Philharmonic, Boston Symphony Orchestra, Chicago Symphony Orchestra ed ha suonato con illustri direttori quali Vladimir Ashkenazy, Riccardo Chailly, James Levine, Zubin Mehta, Myung-Whun Chung, Jukka-Pekka Saraste e Valery Gergiev. Nella stagione 2010/2011 ha in programma una tournée con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia e Riccardo Chailly, suonerà con i Berliner Philharmoniker, la Swedish Radio, l’Orchestre de Paris, nonché in recital a Dresda, Berlino e Vienna. Al Festival delle Nazioni Volodos rileggerà pagine di Skrjabin, Albéniz e Schumann.
I brani di Skrjabin in programma, oltre ad esaltare la natura visionaria e ricca di mistero dell’autore, ne fotografano l’evoluzione stilistica. Dallo “chopinismo” alle febbrili atmosfere degli ultimi anni, partendo dal Preludio n. 16 dai 24 Preludi op. 11 e dal Preludio n. 1 dai 4 Preludi op. 37, attraverso la Danse languide, ultimo dei 4 Pezzi op. 51, fino alla Sonata n. 7 op. 64, detta “Messa bianca” e a Guirlandes, primo brano delle 2 Danze op. 73. Il pianista andrà poi ad immergersi nelle atmosfere lisztiane dello spagnolo Isaac Albéniz, di cui eseguirà Cordoba, da Cantos de Espana, e La Vega, dalla Suite Alhambra. A seguire due fra i brani che hanno chiuso la stagione dei capolavori pianistici di Schumann: l’Humoreske op. 20 e il Faschingsschwank aus Wien (Carnevale di Vienna) op. 26. Allo stesso tempo, entrambi i brani stanno a testimoniare una fase di irrequietezza e di sperimentazione da parte dell’autore. l’Humoreske è in un unico movimento, articolato però in cinque sezioni principali, ognuna della quali ha al suo interno delle sottosezioni più piccole che talvolta ricompaiono nel corso della stessa sezione. Il Faschingsschwank aus Wien è invece in cinque movimenti che ripercorrono liberamente la struttura della sonata e sembrano riallacciarsi alla tradizione della “sonata caratteristica”.
- UN ELEGANTE REPERTORIO FRA ‘800 E ‘900 AL FESTIVAL DELLE NAZIONI
- PAOLO ROSSI INCONTRA GLI OSPITI DEL CEIS CENTRO SOLIDARIETÀ DON GUERRINO ROTA





